artisti   arturo nathan



biografia

Arturo Nathan nasce a Trieste nel 1891.

Dopo aver prestato servizio militare, da obiettore di coscienza, nell'esercito inglese, esce traumatizzato da questa esperienza.. Tornato a Trieste, Edoardo Weiss, allievo di Freud, lo incoraggia a dedicarsi alla pittura per combattere il suo stato depressivo. Autodidatta, espone però alla Biennale di Venezia già nel 1926. Vi esporrà ancora nel 1928, nel 1930 e nel 1932. L' incendiario
viene acquistato per la collezione del Museo d'arte Moderna di Mosca, ed è oggi all'Hermitage di San Pietroburgo. Espone poi alla Galleria Milano di Vittorio Barbaroux, e viene notato da Giorgio de Chirico. Partecipa anche a due edizioni della Quadriennale di Roma.

Verso la fine degli anni Trenta, con l'emanazione delle leggi razziali, Nathan smette di dipingere ad olio. E' inviato al confino, nelle Marche, dove esegue solo dei pastelli, ma preziosi e luminosissimi. Da lì è deportato nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, e quindi a Biberach, dove muore nel 1944.

Autore di un numero esiguo di opere: oggi ne esistono un' ottantina, un'altra parte invece è andata perduta nel bombardamento della sua casa. Alcune si trovano al Museo Civico d'Arte Contemporanea di Milano, al Museo d'Arte Moderna di Tel Aviv e al Museo Revoltella di Trieste, che nel 1976 gli ha dedicato una retrospettiva. Una grande mostra sulla sua opera è stata organizzata al Centro Saint-Benin di Aosta nel 1992, curata da Vittorio Sgarbi.

Da vent'anni la Galleria Torbandena si occupa della sua opera, e nel 2006 gli dedica un'ampia retrospettiva per festeggiare I cent'anni della sorella Daisy. Per l'occasione è stato pubblicatro il volume “Il ghiaccio del mare”. Francesco Montenero ha prodotto invece “Presentimenti”, un bellissimo video sulla poetica di Nathan raccontato dalla voce di Omero Antonutti.

Attualmente una sala con alcune opere di Nathan è in mostra a Palazzo Strozzi di Firenze nella grande rassegna “De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell'invisibile”. Sulla sua poetica hanno scritto anche Jean Girmounsky, Umbro Apollonio, Gillo Dorfles, Maurizio Fagiolo dell'Arco e Antonello Trombadori.

La Galleria Torbandena cura per conto della famiglia Nathan Margadonna l'archiviazione delle opere, il coordinamento delle mostre sull'artista e la certificazione delle opere inedite.